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IL DIRITTO DI PROVARE EMOZIONI IL DIRITTO DI VOLERE

Svadhisthana (dolcezza)

Secondo Passo

Domenica 22 Maggio 2016 ore 9,30 / 19,00

 

"Metto i piedi nell'acqua e tuffandomi nelle mie emozioni, nuoto dentro me con creatività, gioia e passione”

Il primo passo è compiuto; il nostro diritto ad esistere sancito. Piccole radici rosso rubino affondano nella Terra e ne traggono via via maggior vigore e nutrimento.  Le fondamenta del nostro Tempio sono pronte: radicamento,stabilità, attenzione e immobilità, ora la sfida è proprio l’opposto: lasciarsi andare, scorrere, muoversi, percepire e cedere. E’ il tempo di esplorare il mondo attraverso i sensi; il tempo di avere il Diritto di percepire e provare piacere.  E’ il tempo delle emozioni, del sentire, del piacere, dell’intimità dei legami, del movimento e del cambiamento. Con questo diritto reclamiamo anche il senso di bisogno e la vulnerabilità e il collegamento dei nostri sensi tanto alla realtà interiore che a quella esterna. Onoriamo questa energia come parte eccitante della nostra interezza, una parte che gioca un ruolo importante nell’espansione e nel risveglio della coscienza.

 

BIOENERGETICA:

Ora l’impegno non è tanto nel chiedersi “sopravviverò?”, quanto invece “Sono voluto?”. Qui il desiderio è di essere nutriti attraverso l’amore. Amore  sentiremo nascere dentro di noi, tuffandoci nelle acque profonde del nostro essere. Incontreremo il DESIDERIO che va sostenuto energeticamente dal lavoro su piedi e gambe,  facilitando in questo modo lo spostamento dell’energia dalla testa (illusione) ai piedi,  ancorandoci alla realtà (Terra, suolo).  Ma per fare questo dobbiamo attraversare la paura più grande; Il RIFIUTO (dell’abbandono).  Importante è imparare a nutrirsi fisicamente, emotivamente e spiritualmente;  riempiendo la nostra coppa , il nostro senso di bisogno diminuisce e siamo più capaci di ricevere.

Per tutto questo serve ENERGIA, e tutto il lavoro corporeo sarà indirizzato in questa direzione; aumentare le sensazioni del bacino (genitali), e la capacità di poterle scaricare. Mentre aumenta la carica genitale, aumenta anche la carica nella testa, per cui è possibile una miglior presa sulla realtà esterna.

Poiché il PIACERE favorisce un’espansione di energia dal centro alla periferia, chi ha un secondo chakra carente rimane in uno stato di contrazione, spingendo l’energia verso l’alto e producendo una serie di atteggiamenti  spasmodici (lavoro-dipendenza, ossessione per la purezza, fervore religioso..). Quando vi è un eccesso ci si sente vivi al massimo, in stati emotivi intensi. Diventiamo la Rabbia, le Lacrime, la Sofferenza; le emozioni possono oscillare violentemente da uno stato ad un altro in un periodo di tempo relativamente limitato.

 Lavoreremo quindi sui confini, in termini di contenimento dell’energia, perché non straripi come acqua di un fiume dal proprio argine, dissipandosi,  e in termini di espansione di confini contratti a tal punto,  da lasciar passare pochissima energia verso l’interno (essendo svuotato, la spinta verso l’esterno è minima).

 La ‘cura del secondo Chakra è soprattutto una questione di incoraggiare l’eccesso o la carenza a muoversi verso il centro. Lo scorrere dell’energia attraverso il corpo è il modo che ha il corpo di restaurare l’equilibrio. “ Per ricevere dobbiamo sentire che possiamo stare in piedi da soli e percepire forza e completezza all’interno della propria separatezza e indipendenza”.

ALIMENTAZIONE OLISTICA:

Dopo aver annusato il cibo, stimolando gli istinti e una forte connessione con la terra, ora è il momento di lasciarci avvolgere e trascinare dal gusto, dalla nostra lingua, che con le sue papille gustative capta ogni sapore stimolando il piacere, l'appetito, la creatività , la sessualità, il movimento, l'azione e il gioco ….emozioni profonde che spesso per la fretta e il troppo mangiare rimangono inascoltate. Quando portiamo attenzione e incominciamo a sviluppare un maggior senso del gusto incominciamo a godere dei piaceri della vita in misura maggiore, è un nutrimento a piu' livelli che coinvolge anche la nostra personale creatività e la nostra sessualità. ...percio' rallentiamo e godiamoci cio' che mangiamo! Faremo esperienza di cibi che con le loro frequenze nutrono ed equilibrano il secondo chakra supportando quindi l'espressione delle emozioni, la forza creativa e la sessualità.

EMPATYA:

Paura, rabbia, tristezza, gioia...emozioni dalle tante sfumature che convivono dentro noi. Spesso rimangono immerse nel profondo, quasi sconosciute. Altre volte salgono prepotenti in superficie e con impeto intenso ed incontrollabile, portano scompiglio nell'ordine apparente.

Oppure ancora, arrivano dolcemente in un moto ondoso di allontanamento e ritorno, imitando il mare, che tocca la sua riva amorevolmente ben sapendo che la lascerà un attimo dopo. L'incontro con l'acqua, la nostra parte emozionale, dopo aver visto rinvigorire o addirittura nascere le nostre radici e consolidarsi la consapevolezza di essere un tutt'uno col pianeta, è un momento magico e speciale....Creativo! 

Vedersi, ascoltarsi, conoscersi, lasciandosi fluire in sé, conduce all'incontro con l'altro ed inevitabilmente al volerlo vedere, ascoltare e conoscere.

Andare incontro al dualismo, alla visione a specchio “distaccata” di sé, salendo dal primo al secondo chakra, porta il movimento, il cambiamento, il desiderio di superare il bisogno primario di esistere, per accogliere il piacere di essere qui nella relazione con l'altro, con la natura, con la vita. 

Attraverso il momento Empatya, “toccheremo la luna con un dito” andando a visitare il nostro mondo interiore, lunare, attraverso sensazioni, profumi, colori. Danze, suoni, l'ascolto attraverso i sensi, con creatività e fluidità. Tutto ciò che è percepibile si collega alle nostre emozioni, traducendosi poi in pensieri, azioni e stati di benessere o disagio. Ascoltare ogni emozione, senza giudizio, ma semplicemente nella presa di coscienza della loro esistenza, conduce ad un rilascio, al riequilibrio e a maggiore forza e coraggio nell'approcciarsi ad ogni situazione. 

Ascoltare: suoni, canti, racconti. 

Vedere: lo sguardo che conduce alla scoperta di sé e dell'altro. 

Conoscere: se stesso attraverso i propri moti emozionali, il tocco, lo sfioramento, il massaggio dell'anima. Conoscere l'altro nell'incontro, nell'ascolto, nel vederlo, come riflesso in un incontro amorevole.

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