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“Che cosa costituisce un corpo sano nel mondo istintuale? A livello assolutamente fondamentale -il petto, il ventre, ovunque si distenda la pelle e ci siano neuroni che trasmettano sensazioni-, la questione non è la forma, le dimensioni, il colore o l’età che ha, ma se sente, se funziona come dovrebbe, se può reagire e provare una gamma di sensazioni. E’ impaurito, paralizzato dal dolore o dalla paura, anestetizzato da antichi traumi, oppure ha la sua musica, ascolta, come Baubo, con il ventre, guarda con tutti i modi che ha per vedere?..... Il corpo è come una terra. E’ un territorio vulnerabile all’eccesso di cementificazione, a essere ritagliato a pezzettini, crivellato di pozzi e miniere e deprivato dal suo potere come qualsiasi paesaggio” ( Pinkola Estés C. 1993 pag.211-217).

Il potere del corpo che può essere informato o informare l’anima, può liberarsi solo se da noi riconosciuto e da noi rispettato. Essere portatrice di valore, di curiosità, di apertura a ciò che ancora non si conosce, di possibilità al cambiamento e di collaborazione tra i saperi, nessuno escluso, dovrebbe fungere da cardine della “nuova medicina”. 

L’organismo umano deve essere studiato nella sua interezza e nel suo fondamentale rapporto con l’ambiente.

Ancora oggi si tende a dividere il corpo dalla mente, a settorializzare e non ad unire, creando competizione e non collaborazione tra i saperi, come invece dovrebbe essere. L’essere umano nella sua interezza si muove e si relaziona nel mondo e con il mondo. Nasce, cresce, invecchia, muore e questo è il percorso naturale delle cose. Nella sua vita può incontrare la malattia, la gioia, la tristezza e la paura, le emozioni più svariate possono attraversarlo, lasciando cicatrici che possono anche  non rimarginarsi mai, oppure  forgiare un animo nuovo, una nuova consapevolezza. 

Il meraviglioso e complesso intreccio di innumerevoli fattori, fisici, psichici, relazionali e ambientali, determina quindi il giusto approccio alla salute, se vissuto con equilibrio,  illuminando diversamente anche il percorso della malattia. La medicina cinese descrive l’uomo nella sua interezza in quanto correlato integralmente alle energie dell’universo. Semplificando, si può dire che:” la salute è l’equilibrio “energetico tra le varie componenti del nostro organismo, e contemporaneamente, l’equilibrio “energetico” tra l’intero organismo e l’ambiente che lo circonda” (Sotte,2006,55). Tutti i fenomeni energetici,  tutte le espressioni immateriali, delle emozioni e delle funzioni vitali sono determinanti per evidenziare eventuali disarmonie energetiche della persona.

  Il Naturopata dovrebbe riuscire nel difficile compito di indirizzare le persone ad un pensiero articolato, che possa stimolare la curiosità ad un approccio nuovo verso la salute e ad una   amorevole relazione con il corpo-mente e con la terra-Madre, che ci ospitano e ci nutrono, ma verso i quali non sempre riserviamo le stesse attenzioni, facendone un uso sconsiderato, abusandone senza riconoscerne i limiti. E'questo il motivo che mi ha fatto scelgliere di formarmi come Naturopata ad indirizzo PNEI (PsicoNeuroEndocrinoImmunologia) partecipando al corso SIMAISS (Scuola Internazionale di Medicina Avanzata e Integrata e di Scienze della Salute) ad indirizzo scientifico, cioè un corso che si caratterizzasse nell’ olismo delle diverse discipline, ricercando appunto un linguaggio scientifico, che traducesse i  diversi saperi, unendo MTC (Medicina tradizionale cinese) e medicina occidentale, avvalendosi di diverse tecniche, tra le quali la meditazione, per orientare la salute sul potente canale della prevenzione e non esclusivamente della cura della malattia.

L'operatore che utilizza le discipline naturali olistiche, non può limitare la sua attenzione ad alcune discipline specifiche, ma si interessa della natura nel senso più completo del termine, migliora le sue conoscenze professionali ed inserisce la propria attività in una prospettiva di evoluzione personale. Per ottenere un efficace recupero della salute le persone vengono responsabilizzate e rese partecipi del percorso che hanno intrapreso utilizzando la Naturopatia; viene in tal modo scoraggiata la dipendenza che nasce dall'idea che la salute sia un fatto ottenibile esclusivamente attraverso la tecnologia e quindi nelle mani di tecnici specializzati.

La Naturopatia pone la persona, con tutta la sua ricchezza interiore al centro dell'attenzione e non solo il suo corpo o una sua parte.

('Ratatouille e l'epigenetica; il topolino e l'alchimia delle emozioni', S.Rossi, pag.208; tratto da; 'Le emozioni enzimi della mente' a cura di F.Bottaccioli R.Cardone M. Mambelli, Ed. Tirrenia Stampatori, Rivoli (TO), 2010)