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 Il counsellor è un operatore d’aiuto, che interviene su richiesta del cliente, in  tutte quelle situazioni che hanno a che  fare con un disagio momentaneo, con una  difficoltà che occupa uno spazio di tempo circoscritto ad un evento  improvviso,  che per l’entità e la natura dello stesso trova la persona coinvolta tanto da  toglierle la lucidità al sentire  o vedere una via di uscita possibile tale da  permetterle di integrare quell’esperienza nella sua vita e ritornare in una  dimensione di fluidità del processo esistenziale. Il counsellor è una persona che  mette a disposizione del cliente la  propria capacità di ascolto e lo facilita,  attraverso modalità professionali, apprese e qualità empatiche, sempre più  sviluppate, a trovare le proprie risorse al superamento di un ostacolo al suo benessere, o all’accettazione di ciò che  non può modificare, con una nuova consapevolezza acquisita. Più semplicemente a volte può essere una figura di aiuto ad  orientarsi rispetto più soluzioni ad un problema, sia essa lavorativa, scolastica, relazionale o intima. 

Il compito del counsellor è quello di favorire lo sviluppo e l'utilizzazione delle potenzialità del cliente, aiutandolo a superare quei problemi legati alla modalità rigida di affrontare situazioni problematiche che gli impediscono di accedere, creativamente a molteplici modalità di soluzione.

Il counsellor si occupa di problemi specifici, che non entrano nell’aspetto esistenziale e di ristrutturazione della personalità del cliente (psicoterapia.) Il cliente, la persona, è in grado di gestire la propria vita, è integrato, ma si trova in un momento della sua storia personale di difficile gestione.

Aiutare il cliente in questo caso, può essere mettere in atto quelle modalità di colloquio a saper ‘ascoltare’ gli altri, esplorando assieme a lui quei fattori personali, o ambientali, che concentrando l’attenzione unicamente su di sé portano, invece, ad interpretare, ‘come se’ si ascoltasse. Possono aiutare a comprendere il senso di quanto il cliente va dicendo e a stabilire con lui un contatto caloroso’ (Il counselling a mediazione corporea e i suoi contesti,La mediazione corporea nel counselling, di Maria Grazia Battaglia, p.55, 56 a cura di patrizia Moselli, Milano, 2011, FrancoAngeli)

Il counselling non è un intervento identificabile con la psicoterapia, ma che può avere effetti profondamente terapeutici, neanche con il lavoro sociale, pur essendo processi di aiuto diversi, perché propongono cambiamenti diversi. Non è identificabile con un affettuoso sostegno, ma se manca l’empatia e il desiderio di sostenere non produce nessun effetto. Non è semplicemente un dare consigli o consulenza, spesso è fatto di ascolto e disponibilità. Non è però nemmeno puro ascolto, ma ha bisogno di fasi ‘direttive’, di un metodo e un progetto che lo indirizzi.

L’attività di counselling è, quindi, un processo di interazione tra due persone in cui viene enfatizzata l’importanza dell’autopercezione, autodeterminazione, ed autocontrollo. Aiuta la persona nell’esplorazione della natura dei propri problemi in modo che possa egli stesso decidere autonomamente che cosa fare.

La Psicoterapia si occupa della ristrutturazione della persona, del disagio psichico, della complessità del funzionamento personale e richiede interventi che possono anche durare alcuni anni. l’Analista è colui che cerca nel “sé” del suo paziente, tenta di riprendere lo sviluppo interrotto dall’individuo da quando era bambino. La psicoterapia riguarda l’area del disagio psichico, la persona porta un disturbo strutturale di personalità per cui occorre una ristrutturazione globale del proprio modo di essere.

Grande peculiarità del Counselling è il concetto del qui ed ora.  Ovvero, un cliente ha bisogno di aiuto immediato su un problema circoscritto che, proprio per il campo limitato che presenta, si presume possa essere affrontato in un numero definito di incontri.